Alpinismo Giovanile

 

ALPINISMO GIOVANILE :
Secondo Quintino Sella (fondatore del Club Alpino Italiano): “nelle montagne i ragazzi troveranno il coraggio per sfidare i pericoli, ma vi impareranno pure la prudenza e la previdenza onde superarli con incolumità. Uomini impavidi si faranno il che non vuol dire imprudenti e imprevidenti”.
L’alpinismo giovanile si muove su un campo che non è quello della sola e semplice escursione montana, ma ha il compito ed il dovere di formare i ragazzi sia culturalmente che praticamente ad affrontare la montagna in sicurezza con cognizione di causa e con le opportune conoscenze.
• Perché e quando è nato
E’ nato qualche anno dopo la costituzione del Club Alpino Italiano, cioè più di 140 anni fa. E’ nato per formare i giovani nella fascia di età dagli 8 ai 17 anni. Si sta pensando in alcuni ambienti di elevare l’età in modo da allinearci alle altre associazioni UIAA (unione Internazionale Associazioni Alpinistiche).
• Obiettivi
Gli obiettivi, quindi, sono quelli di:
1. Far conoscere ai ragazzi l’ambiente montano;
2. Far conoscere la cultura della montagna e dei popoli di montagna. Si intende per cultura di montagna un insieme di informazioni che vanno dalla storia dell’alpinismo, alla conformazione morfologica della montagna, l’essere in grado di sapere dove ci si trova e cosa si ha attorno, osservare il paesaggio ed i popoli che ne fanno parte integrante, la fauna, la flora, le tecniche di sicurezza e di progressione in vari ambienti (escursionistici estivi ed invernali, alpinistici di base, di arrampicata sportiva, speleologia, in pratica di tutte le attività che si svolgono nell’ambito del Club Alpino Italiano);
3. Rendere i ragazzi autosufficienti, in relazione alla loro età ed esperienza;
4. Ottenere alla fine di percorsi strutturati negli anni la capacità di poter scegliere dopo averla provata, l’attività più consona e divertente per loro;
5. Cercare di dare loro la spinta per rivestire in futuro un titolo riconosciuto nell’ambito del CAI (istruttori, accompagnatori, operatori, volontari di soccorso alpino e speleologico, ecc.)
Insomma l’obiettivo è quello di avere in futuro dei nuovi soci tecnicamente preparati, con la speranza che diventino figure istituzionali nell’ambito del CAI.
• I metodi
Il metodo primario è quello dell’imparare facendo. Quindi non solo nozioni tecniche, ma nozioni applicate in ambiente montano. A volte si utilizzano giochi per prepararli senza quasi “accorgersene” a quella che sarà l’attività vera e propria in ambiente. In altri casi sarà proprio l’attività in pratica ad essere oggetto di insegnamento diretto sul terreno.
• Attività
Le attività sono quelle proprie delle varie discipline di montagna, con predilezione dell’escursionismo, che il Club Alpino Italiano ritiene la base di tutte le specializzazioni. Questo per un motivo molto semplice: è l’attività più a portata di tutti ed è quella che avvicina più velocemente e semplicemente all’ambiente montano. Un ambiente che è inteso come visione di unione tra l’uomo e la montagna. Una unione che deve essere al di fuori dei mezzi meccanici e vissuta in modo leale.
L’Alpinismo Giovanile ha lo scopo di aiutare il giovane nella propria crescita umana, proponendogli l’ambiente montano come strumento principe di formazione.

L’attività con cui si realizzano questi intendimenti è essenzialmente l’escursionismo, comunque affiancato da altre attività quali l’orientamento, la speleologia, lo sci di fondo e l’arrampicata.
Il Club Alpino Italiano lavora da anni con i ragazzi, nella convinzione che l’amore per la montagna e per la natura sia una parte importante dell’educazione di una persona. Il Gruppo si differenzia da altre associazioni presenti sul territorio per il proprio Progetto Educativo dove è enunciato il principio “dell’imparare facendo” e per il carattere volontaristico delle prestazioni.
L’avvicinamento alla montagna promosso dal Cai abbraccia, insieme alla conoscenza, emozioni, valori e comportamenti. I primi passi sempre in ambiente, impegnati in escursioni, progetti e ricerche.

Intorno agli anni ’80 anche a Castelli c’è fermento. Nei giovani si vuole sviluppare un atteggiamento esplorativo con le prime esperienze in zona e le successive uscite negli anni a venire, in altre località dell’Appennino e delle Alpi.
I temi ed i contenuti, grazie a iniziative diverse quali per esempio
1) Montagna pulita
2) Sentieri e segnaletica
3) L’arrampicata
4) L’orientamento
diventano occasione di approfondimento sul valore ed il limite delle risorse dell’ambiente montano, di quanto ad esempio acqua, aria e suolo siano beni preziosi e insostituibili.

Dagli anni ’90 a Castelli ci si avvale anche del Progetto Educativo nazionale del Cai e del Progetto per la scuola. Con soddisfazione si osserva che ogni ragazzo, consapevole e tecnicamente preparato, diventa protagonista nel rapporto con l’ambiente.
Importante l’esperienza dei campeggi in montagna, una proposta di intere settimane dedicate alle attività di gruppo basate su elementi creativi e partecipativi per la scoperta dei luoghi e della cultura locale.

 

  • NELL’AMBITO DELL’ANNO DELLA SOLIDARIETA’: Agosto2010: Settimana sulle Dolomiti:

Post terremoto, un po’ come la grande maggioranza degli italiani, si è fatta la “corsa” alla raccolta dei contributi pro terremotati, Il CAI del Veneto ha pensato di raccogliere la partecipazione dalle Sezioni CAI venete e di coinvolgerle nell’ospitare per una settimana i ragazzi delle Sezioni abruzzesi per far conoscere le loro montagne e le loro genti.
Il CAI Abruzzo ha aderito entusiasta alla proposta ed eccoci alla fattibilità,  26 ragazzi dell’Abruzzo di cui numerosi facenti parte del Cai di Castelli, coi loro accompagnatori, hanno percorso alcuni tratti della Via Alpina bellunese dal 22 al 29 agosto guidati da Accompagnatori di Alpinismo Giovanile del Veneto.
Il 29 agosto, giorno della partenza, la visita dell’Ecomuseo di Erto dove i ragazzi hanno potuto ammirare i lavori di alcuni artisti e una serie di tronchi con le frasi tratte dal libro di “La Voce del Bosco”.
Per ultimo non poteva mancare una lunga sosta alla diga del Vajont.

A Castelli ci si ritrova immediatamente in una grande famiglia, con il desiderio di accompagnare i soci giovani, iniziandoli all’escursionismo ed all’alpinismo.