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CaiDal Camicia al Corno Grande
a Fonte Vetica, dopo l’abetina, il gruppo dei grandi prende il TeI’sO la Sella di Fonte Fredda, mentre noi procediamo
lentamente, osservando la splendida flora delle alte quote dell’Appennino. Alla sella i ragazzi ci cedono il posto per poi
proseguire. Un branco di cavaffi pascola lontano; dopo la sosta, ci rirnettiamo in cammino facendoci guidare a turno dai bambini. Sulla cresta del Tremoggia un tappeto di stelle alpine appenniniche ci incanta con tanta candida bellezza Un balugiiìante banco di nebbia nasconde spesso il panorama, mentre aniviamo all’ornino di pietra della cima, che innalziamo col nostro contributo. I ragazzi ci aspettano al riparo dal vento; poi stabiliamo con Antonio di rivederci sulle Balconate del Camicia (2400 rn), all’incrocio con il sentiero che scende nel Vallone di Vradda, prima che lui attacchi la vetta, nella nebbia, assieme ai suoi ragazzi. Consumato il panino, riprendiamo la marcia in quest’atmosfera magica che attraversiamo immaginando giochi di fiabe, sino al punto di incontro con il resto del gruppo. Dopo un’attesa fra giochi e canti, all’improvviso voci ovattate riempiono l’aria, prima indistinte, poi più chiare, on grida e risate; riappaiono dalla nebbia lattescente le ombre dei ragazzi. Scendiamo tutti insieme e, accompagnati dalla pioggerellina, raggiungiamo il nostro puilman a Fonte Vetica. Una giornata indirnenticabile e un’escursione impegnativa, resa più suggestiva dalla nebbia che ci ha accompagnato per lunghi tratti. E veniamo al Corno Grande. Sveglia alle 6, eccitazione e morale alle stelle. Alcuni genitori si uniscono a noi. Sgombra da nuvole, la vetta è nella sua veste più bella Sulla sella attraversiamo una piccola lingua di neve che sorprende ed entusiasma tutti. All’attacco della direttissima impartiamo gli ultimi consigli tecnici, mentre sulla salita richiamiamo spesso il gruppo all’attenzione e alla concentrazione, godendoci ogni tanto il panorama nell’attesa dei genitori che sopraggiungono. Sulla vetta più alta degli Appennini i ragazzi sono emozionati. Felici della prima parte di questa impagabile ascensione, ci rifocilliamo abbandondoci alla dolce sensazione dell’arrivo, mettendo con orgoglio il nome del nostro gruppo sul libro di vetta. C’è un viavai di alpinisti svizzeri, tedeschi e connazionali: per far posto a tutti ci rimettiamo in cammino, ricordando che la meta non è la cima ma... il ritorno a valle. Ridiscendiamo per la cresta ovest che i ragazzi superano con attenzione, concentrazione e tecnica Alla Conca degli Invalidi, il più è fatto. Riprendiamo la via normale “e’‘o core dint’o zzuccher”, per la gioia dell’ascensione ormai conclusa. Ci ricongiungiamo con i più piccoli, che intanto hanno visitato con Giovanna il giardino botanico dell’Osservatorio di Campo Imperatore e gli impianti della vecchia funivia i ragazzi più grandi sono adesso i loro eroi per l’impresa appena effettuata.
Imma Bennato
AAG Sezione di Napoli

 

L'Abruzzo che non scorderemo
Ambiente, storia e tradizioni fanno del Gran Sasso un ottimo terreno per mettere in gioco capacità tecnihe, coinvolgirnento e motivazione,
consentendoci di esprimere solidarietà e amicizia alla popolazione abruzzese.
Riformulando l’attività di AG della Sezione di Napoli, è stato naturale sceglierlo per il primo campo estivo dal 24 al 31 luglio. 11 programma ha riscosso un genuino successo tra i 16 giovani partecipanti delle sezioni di Napoli, Salerno e Castellammare, e molto soddisfatto noi accompagnatori AG e i cinque genitori venuti con noi.
Con questa esperienza i nostri ragazzi sono cresciuti sotto l’aspetto tecnico, in un ambiente severo di alta montagna, e sàtto quello umano creando legami forti e rafforzando il sentimento di appartenenza. Anche per noi accompagnatori è stata uri’esperienza straordinaria, nonostante la difficoltà nella gestione di diverse fasce d’età.
Nei giovani c’è il futuro del CAI e l’Alpinismo giovanile ci consente di “seminare”, come scrive il nostro presidente Martini, e di trasmettere loro, con competenza e continuità, la passione e la conoscenza dell’ambiente montano, con i suoi valori e la sua cultura,
Antonio Menna
AAG Sezione di Napoli,
responsabile Gruppo AG

 

Desiderio di tornare
Tra le esperienze più significative e coinvolgenti della settimana trascorsa in Abruzzo, Maria Giovanna Panzanella, ASAG della Sezione di Napoli, segnala l’incontro con i soci dell’Aquila: in particolare con il presidente Bruno Marconi, con l’AG Gianluca Torpedine che hanno illustrato ai ragazzi l’ambiente e la storia della regione e hanno poi fatto visitare L’Aquila, e con I’ANAG Bruno Brancadoro. “Poi ci siamo a lungo intrattenuti con il professor Carlo Tobia, cartografo e storiografo. Raccogliendo intorno a sé i ragazzi, lo studioso ha offerto ricordi e segreti del Gran Sasso, lasciandoci il desiderio dì ritornare” scrive Maria Giovanna. Nella foto il gruppo dei “grandi” sulla vetta del Corno occidentale al Gran Sasso ripresi da F,G. latroudis. Per conoscere e contattare gli amici napoletani: www.cainapoli.it

Lo Scarpone - Novembre