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Cai

Lo Scarpone Febbraio 2010

Ortona Vent’anni tra Majella e Adriatico

La Sezione cli Ortona del Club Alpino Italiano, fondata nel 1991, compie vent’anni. È nata per volontà di alcuni amiCi appassionati di montagna che, invece di andare a tuffarsi nelle fresche acque dell’Adriatico nelle calde giornate estive, Preferivano andare a sudare e faticare risalendo i ripidi e assolati sentieri della Majdlla. “Vogliamo provare a vedere quante persone amano la montagna come la amiamo noi e non lo sanno?” ,si chiesero vent’anni fa i padri fondatori. “Così da allora le stagioni si sono avvicendate”, dice il presidente Francesco Sulpizio, “come i tanti soci che si sono alternati, alcuni con entusiasmo e volontà di collaborazione per la crescita del sodalizio e altri che si sono lasciati guidare godendo delle bellezze che la montagna offre ai suoi frequentatori. Un ricco calendario di eventi è stato sfilato www.caiortona.it per festeggiare questo compleanno e, come sempre, ci auguriamo che ogni socio ne tragga la propria gratiflcazione”.

Avezzano (AQ) Alla portata di tutti

Positivo il bilancio della Sezione di Avezzano che ha concluso la passata stagione con un’escursione al rifugio Telespazio. “La gioia dei partecipanti, la serenità leggibile negli occhi di ognuno e la straordinaria capacità di comunicare anche tra persone che si incontravano per la prima volta hanno lasciato un segno profondo” è il commento dei soci.
Soddisfatto il Consiglio direttivo della sezione che è riuscito in una bellissima giornata di sole a portare oltre 120 persone a quasi 2.000 m, augurandosi che conservino la passione per la montagna e per le cose semplici. L’invito è di restare in contatto con la sezione che per il 2010 ha in programma molte attività alla portata di tutti.

La gestione dei fondi per Abruzzo
Come presidente della Sezione dell'Aquila, senza acrinomia e per chiarezza intellettuale verso i soci lettori della stampa sociale che contribuiisce a informarli sulle iniziative della fase del post-sisma aquilano, segnalo che quanto riportato nell'articolo "La grande seduttrice", a pag. 6 dello Scarpone, novembre 2009, paragrafo "Solidarietà per l'Abruzzo", merita chiarimenti sui presunti accordi intercorsi fra i dirigenti SAT e quelli del Cai Abruzzo per la ricostruzione di un asilo nido di montagna, con i fondi della racconta nazionale "Solidarietà per l'Abruzzo".
1) Il sottoscritto con il Consiglio direttivo della sezione aquilana non ha mai espresso la volontà, a nessun livello e ufficialmente, di voler rinunciare al contributo economico che con grande e ammirevole solidarietà, i soci CAI hanno versato per gli amici dell'Abruzzo per permettere loro di fronteggiare le immediare necessità e riparare i danni materiali riportati dalla propria sede, agibile solo fra un anno.
2 )La sezione aquilana è priva di una sede provvisoria da cui far ripartire l'operatività sezionale e la vita sociale e d'aggregazione risultano compromesse.
3) Il CAI Centrale, al momento, continua a ignorare le richiesta sezionale, indugiando nei modi e nei tempi decisionali.
A mio avviso, è encomiabile l'iniziativa intrapresa dal Consiglio e dalla Giunta SAT a sostegno delle "popolazioni di montagna", ma informo che il Consiglio dei ministri con uno stanziamento di 668.920 euro di più 35.000 di oneri sicurezza ha già realizzato una struttura accanto a quella preesistente.
Va rilevato che i fondi racconti per l'Abruzzo vanno gestiti dal Direttivo del CAI Abruzzo, lasciandogli ampia libertà di vagliare e individuare nel contesto locale i modi e le scelte più opportune, alla luce delle esigenze abruzzesi post-sisma.
L'iniziativa della SAT di Trento ritengo frutto di contatti occasionali ed estemporanei, stabiliti trasversalmente tra persone e non tra rappresentanti degli organi ufficiali regionali e sezionali; ciò ha generato prevaricazioni difficili da comprendere dell'ambiente del Sodalizio aquilano e in quello di Isola del Gran Sasso, di Sulmona, di Popoli e di Castelli, sezioni ricadenti nel cratere sisma.

Bruno Marconi
Presidente Sezione dell'Aquila

La Rivista Gennaio - Febbraio 2010

Il Cai mediatore culturale tra micro e macro

È nota l’espressione “piccolo è bello” con la quale si suole affermare il principio secondo cui la qualità e il valore delle cose non sempre si associano alle grandi dimensioni. Sin dalla mia elezione a Presidente Generale, nel 2004, ho posto all’attenzione del mio programma la peculiarità del nostro Club che annovera, tra le proprie realtà territoriali (le Sezioni), aggregazioni che fanno riferimento a grandi città, città di provincia, a comuni di pianura e rivieraschi. Attorno ad essi si aggregano molte componenti
del nostro corpo sociale. Ma un ruolo del tutto particolare lo rivestono le piccole Sezioni di montagna le quali, con la loro presenza attiva e ben radicata, costituiscono un valore aggiunto nella nostra geografia associativa. Esse testimoniano, spesso in modo eroico, la mission del nostro Sodalizio: quella di essere presente nelle diverse articolazioni territoriali. Frequentare la montagna da parte di chi non la abita trova un suo complemento ideale in chi la abita e la frequenta con occhi diversi. Prospettive e rappresentazioni variegate della montagna disegnano un profilo del CAI ricco e complesso e ne fanno “mediatore culturale” tra mentalità
differenti. Il micro e il macro sono, quindi, le dimensioni del nostro agire associativo di cui occorre tenere conto sotto ogni aspetto e risvolto. Recenti eventi climatici di particolare intensità hanno messo a dura prova alcune nostre piccole sezioni. Ma, aldilà delle comprensibili emergenze, rimane l’importanza di una presa di coscienza da parte di tutto il Sodalizio nel senso che equità non è sinonimo di uguaglianza astratta. Al contrario, quest’ultima rischia di diventare una palese disuguaglianza. Da ciò, origina l’iniziativa di awiare una “strategia dell’attenzione” nei confronti di tali situazioni particolari.

Locandina


Info Cai Castelli: Filippo Di Donato Cell. 339.7459870 - info @ caicastelli . itwww.caicastelli.it