Contenuto principale

3° Traforo Gran Sasso d' Italia

3° TRAFORO ADDIO!

Il Consiglio di Stato azzera l’ipotesi del 3° traforo del Gran Sasso d’Italia

di Filippo Di Donato

E’ stato giustamente respinto l’appello, a favore del 3° traforo, presentato nel 2003, dall’Anas, da ben quattro ministeri: Infrastrutture, Ambiente, Economia e Beni culturali, dalla Regione Abruzzo e dall’Istituto Nazionale di fisica nucleare. I ricorrenti si sono così opposti inutilmente alla sentenza del 2002 con la quale il Tar Abruzzo ha dato ragione alla Provincia ed all’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che contestavano la procedura autorizzativa della “galleria per la messa in sicurezza dei laboratori dell’Istituto di fisica nucleare sotto il Gran Sasso”.

Grande è la soddisfazione del Club Alpino Italiano per questa scelta che conclude una sofferta ed altalenante vicenda. Sono state accolte anche le indicazioni del Cai che chiedeva di garantire la sicurezza dei laboratori senza nuovi scavi, ma con la messa in opera di interventi meno invasivi e dei più avanzati sistemi tecnologici. Una volontà attenta alla promozione di iniziative per lo sviluppo sostenibile, recuperando definitivamente i siti degradati dai precedenti lavori del tunnel autostradale, intervenendo per la valorizzazione dei centri storici, con il restauro ed il miglioramento ambientale, dando sostegno alle tradizionali attività delle popolazioni locali.

Nel 1999 il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga aveva espresso parere contrario alla realizzazione del progetto "Completamento e adeguamento delle strutture del laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso". Va precisato comunque che ultimamente anche il direttore dell'Istituto di Fisica, Eugenio Coccia aveva preso le distanze dalla realizzazione del terzo tunnel ritenendolo un’opera oramai superata. Per la messa in sicurezza del personale impegnato nei laboratori si ipotizza un intervento sicuramente meno invasivo con la realizzazione di un sovrappasso, lungo un centinaio di metri, in grado di collegare l'uscita del laboratorio sotterraneo all'altra canna autostradale.

Il Club Alpino Italiano si è opposto da sempre alla realizzazione del 3° traforo del Gran Sasso d'Italia. Una scelta chiara a favore della conservazione di una delle risorse più importanti dell’umanità: l’acqua. Un bene che sgorga ancora abbondante dal sistema idrogeologico del Gran Sasso, benché già fortemente segnato dalla realizzazione delle due canne autostradali che lo attraversano per 10 km e dagli ampi saloni ricavati nella roccia per il Laboratorio di fisca. All’acqua si aggiungono anche gli altri innumerevoli valori della cultura e della natura oggi tutelati dal Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Il 16 novembre 1997 il Cai Abruzzo, riunito a Chieti, ha approvato una mozione contro la realizzazione del 3° traforo; impegno che il 22 novembre il Convegno CMI, riunito a Sora, fece proprio. Un’azione raccolta dal Cai a livello nazionale con una mozione dell’8 maggio 1999: “Il Consiglio centrale del Club Alpino Italiano, riunito a L'Aquila, preso atto della delibera della Delegazione regionale Abruzzo del Club alpino italiano, della mozione del Convegno CMI, del parere espresso dall'OTP TAM Abruzzo contro la realizzazione della 3^ galleria del tunnel di accesso al laboratorio di fisica nucleare e alla costruzione di due nuove sale sotterranee fa propria la posizione della Delegazione Abruzzo ed esprime viva preoccupazione per le conseguenze sull'impatto ambientale in un territorio già profondamente segnato dall'apertura del doppio tunnel del Gran Sasso che ha prodotto, tra l'altro, un abbassamento della falda acquifera di circa 600 m …”

La stampa sociale del Cai nazionale, in tutti questi anni, ha dato ampio risalto all’impegno protezionistico del Cai Abruzzo, delle Sezioni e della Tam, raccogliendo appelli ed adesioni. Nel tempo si sono succeduti Convegni scientifici, manifestazioni e azioni per contrastare la delibera Cipe del 2002 che includeva il “terzo traforo” fra le infrastrutture strategiche. Determinante è stato l’apporto dei numerosi contributi scientifici del geologo Leo Adamoli, socio Cai e V.Presidente Tam Abruzzo.

Non ci si può più permettere di sbagliare e va ricordato che il 16 agosto 2002 nella Sala C dei Laboratori del Gran Sasso è accaduto un pericoloso incidente e durante una prova dell’esperimento Borexino c’è stato il rilascio del tossico trimetilbenzene nella falda acquifera. Il grave episodio è stato decisivo nella vicenda del 3° traforo e per la messa in sicurezza dei Laboratori, con l’intervento del consiglio dei ministri e la nomina, il 10 luglio 2003, di Angelo Balducci commissario per l’emergenza Gran Sasso. In seguito, il 24 marzo 2005 un’ordinanza della presidenza del consiglio dei ministri ha destinato alla sicurezza dei Laboratori del Gran Sasso i 110 miliardi delle vecchie lire della legge n.366 del 1990 (quella che prevedeva il 3° traforo).

Il più sentito ringraziamento è rivolto a tutti quelli che a partire dal ’90, in seguito organizzati anche in Comitato per la tutela delle acque del Gran Sasso, si sono prodigati opponendosi all’intervento che avrebbe determinato un ulteriore e inaccettabile impatto in ambienti sotterranei già fortemente segnati dalla realizzazione delle due canne autostradali e dai grandi spazi a disposizione del Laboratorio di Fisica.

La salvaguardia del Gran Sasso è impegno dal respiro ampio e coerente, radicato nella vita del Cai. Fu storica l’azione interregionale delle Sezioni Cai di Abruzzo, Lazio e Marche che, nel 1982, si ritrovarono compatte, manifestando in montagna contro la realizzazione degli impianti sciistici a Campo Pericoli. Azione vincente, che ha permesso, di trovare in quota un ambiente ancora autentico e integro dove sono stati reintrodotti, dopo dieci anni, nel 1992, i primi camosci che oggi ripopolano le montagne del Gran Sasso d’Italia e corrono liberi su praterie e balze rocciose.

Adesso bisogna continuare a vigilare affinché si consolidi l’intesa costruttiva, l’incontro tra gli enti di gestione, la condivisione delle scelte economiche e sociali, per la promozione del valore naturalistico e culturale della montagna ed il completamento delle opere necessarie alla definitiva messa in sicurezza del laboratorio e delle due canne autostradali.

Documenti:

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga:
1999 - Deliberazione del 28 ottobre

Mozioni del Cai contro 3° traforo del Gran Sasso d'Italia:
Mozioni del Cai contro 3° traforo del Gran Sasso d'Italia
1997 - Convegno Delegazione Abruzzo - Chieti
1997 - Convegno delle Sezioni Cmi - Sora
1999 - Consiglio Centrale - L'Aquila

Articoli contro 3° traforo del Gran Sasso d'Italia:
1993 - Lo Scarpone - n.1 (Cai nazionale)
1993 - Lo Scarpone - n.11 (Cai nazionale)
1995 - Cai Centrale - n.3 (Cai Teramo)
1997 - Cai Centrale - n.3-4 (Cai Teramo)
1999 - Lo Scarpone - n.4 (Cai nazionale)
1999 - Cai Cantrale - n.1-2 (Cai Teramo)
1999 - Lo Scarpone - n.11 (Cai nazionale)
2000 - Lo Scarpone - n.4 (Cai nazionale)
2000 - La Rivista - luglio/agosto (Cai nazionale)

Iniziative:
2000 - sabato 18 novembre - (TE) Convegno Scientifico
2001 - sabato 17 novembre - (TE) - Manifestazione a Teramo
2001 - mercoledì 5 dicembre - Rome - Incontro-confronto pubblico con il Ministro Lunardi
2001 - martedì 18 dicembre - Bruxelles - Incontro con Parlamentari europei;
2001 - martedi 18 dicembre - Comunicato stampa