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CaiL’Aquila, città simbolo dell’Appennino e del Club Alpino Italiano
Non sarà facile aiutarla a riprendersi dal sisma


di Filippo Di Donatocea aquilotti

L’Aquila, capoluogo dell’Abruzzo, è una città particolare, conosciuta per la leggendaria nascita, avvenuta nel 1254 e voluta da 99 castelli abruzzesi riuniti per la sua fondazione. Ogni castello portò in dote una piazza, una chiesa e una fontana, componendo 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane per una città dall’immenso valore monumentale e storico. Dal 6 aprile 2009 l’Aquila sarà ricordata per i 295 morti  causati dal terremoto di 5,8 gradi della scala Richter, che alle ore 3.32, nel cuore della notte, gigantesco e distruttivo ha scosso la conca aquilana travolgendo l’intero centro storico della città e i paesi vicini. Un tributo doloroso e terribile che, insieme a tante vite, ha spazzato mura, chiese, piazze e palazzi. Sono stati abbattuti i silenti testimoni di secoli di storia di una città nata tra le montagne e simbolo dell’Appennino.
Il lacerante boato è stato accompagnato dal grido di dolore di migliaia di persone, sorprese nel cuore della notte e proiettate in un incubo spaventoso, da quale non sarà semplice venir fuori. L’Aquila è la città degli studi universitari, dove anch’io ho trascorso cinque anni tra quelle vie e piazze ora irriconoscibili e spettrali, dalla sede di Fisica a piazza Rivera, a piazza del Duomo e alla Fontana Luminosa; le strette vie lastricate in pietra, tra case anch’esse in pietra, l’ampio Corso Vittorio Emanuele, quello dei famosi “quattro cantoni” e la via Tre Marie (con le fantasie di quei spensierati anni). E poi il Club Alpino Italiano con le sedi che nel tempo l’hanno accompagnato, dapprima affacciato su via XX settembre e sempre nel Centro Storico, fino all’attuale sede in via Sassa. Quante riunioni, incontri e convegni in questa città che, posta sul declivio di un colle, prossima al fiume Aterno, proiettata verso il Gran Sasso d’Italia, narra continuamente di montagne e di alpinismo. Una realtà sempre aperta al nuovo e al dialogo, da dove, nel 1573, partì Francesco De Marchi, primo a salire sulla vetta del Corno Grande. La sezione aquilana del Cai è da sempre presente su questi luoghi, con importanti contributi operativi e culturali, testimoniati dalle pagine  del prestigioso Bollettino, con monografie e articoli e dalle pubblicazioni, alcune oramai introvabili, come il famoso “Omaggio al Gran Sasso”, edito nel 1974, per celebrare nel migliore dei modi i 100 anni di vita del Cai aquilano. E che dire dell’idea di Parco Nazionale e di APE – Appennino Parco d’Europa, che nella conca aquilana hanno saputo trovare linfa e impulso?
Oggi lo scenario è drasticamente cambiato e sul piatto della bilancia ci sono  295 morti, 1500 feriti e 55.000 sfollati e un’emergenza diventata nazionale. Una calamità che è stata affrontata dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco dalle Forze dell’Ordine e da tanti volontari presenti con tenacia e abnegazione. Il Soccorso Alpino e Speleologico è prontamente intervenuto in aiuto alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto e il capo della Protezione Civile, Guido Bersolato ha chiesto la presenza di disostruttori e cinofili del CNSAS, utilissimi nella delicata opera di estrazione dalle macerie dei superstiti.
 Il Club Alpino Italiano si è stretto compatto ai sopravvissuti, lanciando un appello nazionale raccolto da Uncem e Federbim, mobilitandosi e tra le prime azioni concrete ha aperto un conto corrente per raccogliere fondi.
Il Presidente Generale del Cai, Annibale Salsa ha dichiarato: “Ancora una volta la montagna è al centro di un accadimento naturale tragico. Il Cai è vicino alla popolazione delle Terre Alte dell’Appennino, che vivono e presidiano il territorio della montagna.”
Il Presidente dell’Uncem, Enrico Borghi ha detto “Le immagini che arrivano dall’Abruzzo ci impongono gesti di concreta solidarietà, nel solco della più vera identità montanara. La scomparsa di intere comunità e paesi montani non può lasciarci insensibili ma al contrario deve stimolare ciascuno di noi ad un’azione di tangibile sostegno ai montanari abruzzesi così duramente colpiti”.
Il Presidente Federbim, Edoardo Mensi ha affermato “siamo particolarmente vicini ai montanari abruzzesi, in questa difficilissima prova nella quale stanno ancora una volta mostrando la loro straordinaria dignità e forza d’animo, orgogliosamente legati alla loro identità”.
Raccogliendo i riferimenti al ruolo di presidio della montagna, alla dignità e all’importanza di un’identità segnata da ambienti aspri e imponenti, il Presidente del Cai Abruzzo, Eugenio Di Marzio, insieme ai presidenti di Sezione, ai titolati Cai e al CNSAS è in movimento per aiutare la città a rivivere, a riorganizzare le strutture e i servizi presenti.
Il Cai Abruzzo è impegnato a conservare e alimentare il desiderio di forza e di futuro che è il segno indelebile dei montanari. C’è volontà nel trovare energie dal senso di appartenenza e dalle solide radici culturali e sociali. La secolare esperienza del Cai aiuta a riempire gli zaini di infinita pazienza, senza dare spazio alla rassegnazione perché nella vita si può e si deve ricominciare. Il Cai si è messo a disposizione della Protezione Civile, incontrando lo staff del capo della Protezione civile Guido Bertolaso, con molti soci già impegnati nell’immediato, in piena emergenza, ma, sapendo che il recupero sarà lungo e le necessità tante, il Cai Abruzzo intende organizzarsi adeguatamente, per esserci con continuità ed efficacia, coordinando anche la decisione di Sezioni Cai di altre regioni disponibili ad essere presenti in Abruzzo. Attraverso la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ci si può iscrivere ad un elenco di persone, indicando anche i  materiali disponibili da utilizzare in caso richiesta di uomini o mezzi. Si potrà così collaborare con i  Tecnici del CNSAS o aiutare nella gestione di campi accoglienza, per tutto il tempo necessario, senza disperdere le forze.
Il Cai nazionale, insieme a Uncem e Federbim, ha avviato la raccolta fondi e le coordinate bancarie per chiunque volesse contribuire a questo gesto di solidarietà sono:
Conto corrente n° 500X36 intestato “RACCOLTA FONDI IL CAI PER L’ABRUZZO”
Banca Popolare di Sondrio – Agenzia Milano 21
IBAN IT42 F056 9601 6200 0000 0500 X36
L’Assemblea delle Sezioni Cai d’Abruzzo è convocata per sabato 18 aprile a Teramo e in quella sede si delineeranno anche le azioni da intraprendere. Nell’arco del 2009 il Cai Abruzzo dedicherà molti eventi alla raccolta di fondi, in quanto saranno davvero molte le necessità e si dovrà essere anche tempestivi, sia nel costruire alloggi prefabbricati adeguati ai rigori invernali, sia nel riavviare gli indispensabili servizi sociali. L’Aquila è città universitaria e storica nella quale studio e turismo culturale sono volani dell’economia. Il territorio si estende su una vasta zona interna e montuosa dove è arduo ricostituire la rete di infrastrutture e di servizi. La disgrazia del terremoto ci ha mostrato un’Italia dal cuore grande, che partecipa e reagisce bene sull’onda dell’emozione e del sentimento, ma contemporaneamente è apparsa un’Italia che non riesce a governare bene la normalità, i controlli preventivi, il collaudo delle opere, il problema delle responsabilità.
Sono stati i giovani studenti a pagare uno scotto elevato ed è proprio per le future generazioni che si deve intervenire nel migliore dei modi. Il Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” si è confrontato con numerose strutture scolastiche incontrando giovani studenti nei quali sono emersi forti il senso di appartenenza e la consapevolezza dei propri valori. Il delicato compito della ricostruzione va quindi affrontato con ponderatezza. Non sono possibili negligenze e irresponsabilità come quelle che hanno portato a costruire edifici che non hanno resistito la sisma. Oggi ci attende una grande sfida che può conciliare Economia e Ambiente, costruendo edifici nel rispetto delle norme antisismiche e che contemporaneamente contribuiscano a migliorare la qualità dell’ambiente, con il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni. Un’edilizia che  sappia resistere alle sollecitazioni meccaniche e utilizzare ingegnosamente l’energia, che sia attenta alla sostenibilità. C’è necessità che all’Aquila, nel cuore dell’Appennino ci sia l’incontro di culture diverse, imparando da altre nazioni in materia di stabilità degli edifici e di qualità ambientale, proiettandosi in una dimensione dove antico e nuovo si incontrano, per sperimentare innovazione nell’accoglienza e nei servizi. Anche il Cai deve rimettersi in discussione, uscendo dalla propria nicchia, aprendo le proprie sedi a tutti, trasformandole in “vetrine” della montagna e luoghi per l’informazione e la sicurezza,  trovando nuovi percorsi e linguaggi nello svolgere il ruolo sociale di controllo e di indirizzo al servizio della città, della montagna e dei parchi, promuovendo conoscenza, conservazione e frequentazione del territorio in forma attuale e convincente.

Info Cai Castelli: Filippo Di Donato Cell. 339.7459870 - info @ caicastelli . itwww.caicastelli.it