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Da Frattura di Scanno al Valico delle Croci
Vi presentiamo il percorso escursionistico di carattere storico-naturalistico che parte da Frattura di Scanno e arriva al Valico delle Croci, nell’’Alta Valle del Sagittario, in provincia dell’Aquila. E’ uno dei percorsi che abbiamo documentato durante il campo di ricerca antropologico. Privo di difficoltà e che si presenta come una delle arterie viarie usate fino a pochi decenni fa, come sentiero in quota frequentato per usi agro-silvo-pastorali.
Partiamo da Frattura di Scanno, un piccolo paese a 1260 m che si affaccia sul Lago di Scanno. Pronti con le attrezzature e abbigliamento tecnico partiamo con la fotografa della missione e una storica dell’arte. Muniti di bastoni da cammino percorriamo la strada, l’unica di Frattura che ci porta in cima al paese. L’asfalto s’interrompe con l’ultima casa, una leggera pendenza ci introduce all’imponente paesaggio che ci accompagnerà per il primo tratto.
A destra il Lago di Scanno e a sinistra il Monte Genzana, la strada è uno sterrato. La prima pausa è per riempiere le borracce di acqua fresca, alla Fontana di Malvascione (1382 m), fare qualche foto e proseguire. Poco dopo ci troviamo davanti a un bivio, prendiamo il sentiero sulla destra, e oltrepassiamo la sbarra. Arriviamo in una pineta, in località Fussatiell (1359 m), luogo di ristoro prediletto dai pastori locali, o da chi frequentava in epoche storiche il sentiero per andare a lavorare in quota. Troverete dei segni di frequentazione, delle tracce di fuoco e un secchio per raccogliere l’acqua.  Ruscelli di montagna, in questo periodo secchi si presentano alla nostra sinistra. Abbiamo scelto questo percorso perché nelle memorie locali storiche e recenti metteva in comunicazione il vecchio insediamento di Frattura vecchia (terremotata nel 1915, e ricostruita a un chilometro di distanza) e i luoghi del lavoro. La posizione geografica di Frattura e le caratteristiche geomorfologiche hanno reso questo territorio uno dei più impervi e inaccessibili della Valle del Sagittario, permettendo a noi ricercatori di leggere consuetudini legate al passato. Il sentiero si rivela un reperto viario di formidabile importanza. La strada si separa e continuiamo a mantenere la destra, il nostro obiettivo è arrivare al Colle delle Croci, ascoltando i racconti e le memorie delle persone che incontriamo. Mentre vi racconto questa storia siamo arrivati in località Muttillo (1367 m),  “imbuto” in dialetto locale, sicuramente la parte più divertente, che come immaginate ha le stesse caratteristiche di un imbuto, quindi scendiamo per un pendìo e risaliamo rimanendo sempre all’interno del bosco. Arriviamo a Coste di Secina (1394 m)“ Le tracce di frequentazione e di spietramento legate ai coltivi o al pascolo hanno puntellato il paesaggio di maceri e cumuli di pietre, di limiti e confini esibiti con muretti a secco a memoria di antiche pratiche rurali. Incontriamo un amico scannese - perché qui le montagne sono frequentatissime - che ci racconta che in località Coste di Secina, dove siamo adesso, si concentrava lo spazio del lavoro. Dove contadini e pastori vivevano stagionalmente in capanne e complessi di pietra. Proseguiamo fino al Colle delle Croci, la nostra meta, che si trova poche centinaia di metri sulla sinistra. E’ un colle destinato a suscitare curiosità ed interesse per le buche presenti sul calcare. Scavate dall’uomo e in uno dei punti più esposti della vallata si racconta che siano serviti per impaurire i viandanti issando pelli di orso sulle croci.


La missione archeologica e il campo di ricerca antropologico “Fluturnum, Archeologia e Antropologia nell’Alta Valle del Sagittario” della Matrix96 (società cooperativa, Roma) si svolgono in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo, in collaborazione con l'Università di Bologna - Alma Mater Studiorum, il Comune di Scanno e di Villalago.

Informazioni tecniche:
Località di partenza e di arrivo: Frattura di Scanno –  località Colle delle Croci
Difficoltà tecniche: bassa, adatto a tutti.

Dislivello: 50 m.
Tempo di percorrenza: 1.30 h
Lunghezza del percorso: 6,32 km
Sentiero segnalato dal Cai
Materiale consigliato: scarpe da escursionismo, pantaloni lunghi, bastone da camminata, un maglietta di cotone, pile, giacca a vento impermeabile, antizanzare, borraccia, GPS, snack calorico.

Carta dei sentieri: ”Montagne del Centro Abruzzo, Monte Genzana Monte Rotella, scala 1:25000 su base IGM”
Fondo stradale: sterrato
Periodo consigliato: da Maggio a Novembre.


Fotografie