Contenuto principale

Il Geotritone Italico

(Speleomantes italicus)

Il geotritone italico (Speleomantes italicus), specie attualmente considerata monotipica, è endemico dell'Italia appenninica settentrionale e centrale. Il suo areale è compreso fra le province di Lucca e Reggio nell'Emilia e la provincia di Pescara. Sulle Alpi Apuane si spinge fino a quasi 1600 m.
La presenza in Abruzzo, dove si colloca il limite meridionale di diffusione, è nota dal 1950, ma la distribuzione conosciuta oggi è ancora lacunosa e le popolazioni segnalate risultano poco numerose tanto da renderne difficili le osservazioni ed eccezionali le segnalazioni di individui in habitat extrafissuricolo.

Le località abruzzesi di questa specie riguardano per la maggioranza cavità ipogee naturali in formazioni geologiche carbonatiche di transizione; solo una località è nota per la formazione geologica arenaceo-marnosa che caratterizza il territorio della Laga. In ambito marnoso-arenaceo riccamente fessurato, si colloca anche la popolazione di Colle Pelato (Tossicia) che risulta però l'unica rinvenuta in Abruzzo in ambito extrafissuricolo (sotto tronchi d'albero marcescenti). Il range altitudinale è compreso tra i 560 e i 1475 m di quota.

A Farindola (PE) è presente la popolazione più numerosa di questa specie in Abruzzo, nella Grotta del Geotritone

Il geotritone italiano figura nell'all. III della Convenzione di Berna, negli all. B e D della Direttiva Habitat, è considerato "vulnerable" nel libro Rosso del W.W.F. ed è protetto dalla Legge Regionale n. 50 "Primi interventi per la difesa della biodiversità nella Regione Abruzzo: tutela della fauna cosiddetta minore", che oltre a citarlo nominativamente tutela tutto il popolamento faunistico delle grotte d'Abruzzo. Pesanti le sanzioni amministrative derivanti da cattura, uccisione, detenzione illegali o da alterazione più o meno irreversibile degli habitat. Per i suoi costumi sotterranei e la riproduzione del tutto svincolata dall'acqua, il geotritone italico risente meno degli altri Anfibi delle alterazioni dell'ambiente esterno. Cause isolate di minaccia possono comunque essere rappresentate dalla distruzione dell'ambiente in cui vive, ad esempio come conseguenza dell'apertura e dell'attività di cave, della costruzione di strade, dell'espansione edilizia a scopo residenziale e turistico ecc.. Comunque, la specie in Abruzzo risulta sicuramente minacciata dalla eccessiva captazione delle acque sorgive che altera il sistema di circolazione delle acque sotterranee.

(da V. Ferri, Il Progetto "Geotritone" nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga", Biodiversità Italiana, 2010)

Fonte: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga