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Il lupo

(Canis lupus italicus)

Il lupo è stato a lungo il mammifero più ampiamente distribuito sulla Terra, sino a quando la persecuzione umana e l'avvelenamento, a causa della predazione del bestiame, non ne hanno ridotto l'area di distribuzione di circa un terzo, provocandone l'estinzione da vaste aree del pianeta.


In Italia

In Italia la specie, un tempo diffusa in tutta la Penisola ed in Sicilia, ha cominciato soprattutto nel XIX secolo ad essere vittima di una spietata persecuzione che ne ha rapidamente decimato la popolazione, riducendola, all'inizio degli anni '70, a solo circa 100 esemplari, arroccati in poche e remote aree appenniniche.
In seguito, l'attuazione di programmi di conservazione e lo spopolamento di vaste aree collinare e montane dell'Appennino hanno favorito l'incremento della popolazione e l'ampliamento del suo areale, che oggi va dalle Alpi Marittime sino alla Calabria e talora si allontana anche dalla catena appenninica come accade in Toscana e nel Lazio. Le persecuzioni, però, non sono terminate e si stima che annualmente il 15-20% della popolazione venga illegalmente ucciso, per mezzo di bocconi avvelenati o di fucilate. Da notare che spesso, negli ultimi anni, il lupo viene ritenuto responsabile di aggressioni al bestiame in realtà compiute da cani rinselvatichiti o da cani erratici che, pur avendo un proprietario, sono liberi di spostarsi e, occasionalmente, anche di attaccare il bestiame.
I cani rinselvatichiti sono in competizione con il lupo sia per il cibo che per il territorio tanto che vari studi hanno evidenziato come la presenza del lupo limiti fortemente quella dei cani rinselvatichiti.
Bisogna ricordare che il lupo, principale vittima del veleno, è una specie di grande importanza per il controllo delle popolazioni di cinghiale, sua preda prediletta. Nel territorio del Parco del Gran Sasso sono stati censiti tra i 5 e gli 8 nuclei riproduttivi.

Testi di Anna Cenerini (www.lifeantidoto.it)

Fonte: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga