Cai Castelli

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2012.07.18 Da Castelli sale un grazie a Tonino

Da Castelli sale un grazie a Tonino

L’addio al Presidente del Comitato Mostre della Ceramica di Castelli

Sentivo l’odore delle sue stanze. Come carezze sentivo i rumori che gli appartenevano. Il suo leggero avanzare, il fruscio delle suole che sfioravano il marmo. I suoi borbottii non intercalavano nè erano roboanti: chiari, sommessi e compiacenti.

L’ansia, la foschia del momento spariva e s’intravvedeva una rosea aspettativa che non era nei fatti ma era già li a consolarti. Quarant’anni in cui una guida ha fissato argini sicuri e ha protetto facili defaillance da rupi e fenditure profonde.

Ricordo i suoi viaggi. Riportava sempre regali. E noi come bimbi impazienti eravamo lì ad attenderlo.

Apriva autostrade, forgiava la cultura. Arrivò anche un Rettore che ha poi laureato Fabiana.

La responsabilità che assunsi nel 2001 come primo cittadino di Castelli mi condusse subito alla porta che poteva essere aperta. Da Tonino !!!

Castelli meritava di essere aiutata! Era sprofondata in un baratro, un buio profondo e rintronante: una situazione finanziaria del Comune disastrosa (meno due miliardi di lire), il Museo chiuso da anni, il Turismo evanescente, nessun importante evento da anni, la Caserma chiusa, le Poste aperte ad intermittenza, distretto scolastico chiuso, scuola elementare inagibile e il dimezzamento dei residenti negli ultimi quindici anni.

La mia idea di creare un Comitato per Castelli fu subito da lui accolta e sposata.

Affrontò il tutto come una missione. Coinvolse Regione, Provincia, Comune di Teramo e Castelli, amici e collaboratori di valore. I vari Cordoni, Di Donato, Caccia, Giacomini, Profeta ecc. si prestarono al servizio. Insieme abbiamo raggiunto risultati insperabili, scritte pagine di significati e di presenze.

Partendo da Teramo s’avvistò subito Palazzo Venezia a Roma con la prima grande Mostra sull’“Antica Ceramica da farmacia di Castelli”, una rassegna delle produzioni di contenitori farmaceutici dal Cinquecento all’Ottocento, che si tenne nel 2004 a Castelli, Teramo e Roma.

Nel 2005 seguì “La Straordinaria fucina dell’Arte”, una mostra antologica delle ceramiche di Castelli dal Rinascimento al Neoclassicismo” a Castelli e Pescara.

Ed infine, dal 19 dicembre 2005 al 12 febbraio 2006, avvenne l’apoteosi.

Fummo trasportati “Da Castelli all’Hermitage” a San Pietroburgo, il Museo dei Musei. Ci trovammo nella stanza d’oro degli Zar delle Russie quasi intimiditi e soggiogati da tanto splendore e luccichii. Un’inaugurazione con capi di Stato, Consoli, ambasciatori e personaggi dell’alta cultura mondiale.

Castelli ebbe l’onore di rappresentare lo Stato d’Italia a ricordo dei rapporti internazionali intessuti con la città in occasione dei festeggiamenti del trecentesimo anno dalla nascita di S. Pietroburgo.

Tale fu il successo che il Direttore del Museo dell’Hermitage, Mikhail Piotrowsky volle omaggiare la città di Castelli esponendo nel 2007 nel nostro Museo delle Ceramiche le opere di proprietà del l’Hermitage.

S’affacciò anche la grande Arte con Gino Marotta, Artias, Sciannella, Mingotti, Birotti, Fieschi, Pulsoni, Pollack, Carrino, Cascella, Di Pede, Ligi, Nannicola, Palasti, Palmieri, Santoro, Tito e Visca; tutti al Museo delle Ceramiche di Castelli con il Comitato Organizzatore. Una carrellata incredibile di figure in soli cinque anni, ritrovata nel 2011 con la mostra del grande Tonino Guerra che ha subito la stessa sorte dell’immaginifico Artias, l’allievo di Picasso; sono scomparsi durante le loro esposizioni a Castelli. Anche per ciò Castelli e quelli che hanno collaborato a questo progetto hanno condiviso e sono titolari di un pezzo di storia importante di questo piccolo Borgo d’Abruzzo.

E poi venne la legge per Castelli. L’ultima strenna di Natale che incoronò le nostre palline in ceramica e sostenne il nostro Museo.

Orgoglioso di essere stato un suo suggeritore e collaboratore. Il buon Tonino, l’Onorevole, che così non voleva essere chiamato, raccoglieva l’idea, la plasmava rendendola palpabile e la trasformava in cibo da distribuire.

Da lui ho ricevuto uno dei doni più graditi. Uscendo sorridente dal suo ufficio in banca, un giorno esclamò: “… ho sentito il suono della voce di un amico, mi sono precipitato !”. Beh! Ero io.

Grazie Tonino.

E’ Castelli che ti ringrazia e ti ricorda oggi per un minuto perché qualche altro dovrà sedere sul tuo scranno in questo Comitato che non morirà perche tu non lo avresti voluto e non lo vorrai mai.

Il Sindaco di Castelli Enzo De Rosa.

 

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