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Cai Sabato 18 novembre 2000 - Teramo
Convegno Scientifico

GRAN SASSO D'ITALIA: terzo traforo, ampliamento dei laboratori sotterranei e tutela della risorsa acqua.
Ore 15.00 - Sala Polifunzionale della Provincia di Teramo
Via Comi, 11 - Teramo
Organizzato da: Società Italiana di Geologia Ambientale, Azienda Consorziale Acquedotto del Ruzzo - Teramo, Provincia di Teramo e Comune di Isola del Gran Sasso.

- Sezione Abruzzo -

Il Convegno Scientifico tenutosi a Teramo, sabato 18 novembre 2000, sul tema: "Gran Sasso d'Italia: terzo traforo, ampliamento dei laboratori sotterranei e tutela della risorsa acqua", per iniziativa della sezione abruzzese della SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) con il patrocinio della Provincia di Teramo, del Comune di Isola del Gran Sasso e dell'ACAR (Azienda Consorziale Acquedotto del Ruzzo), ha avuto come obiettivo principale quello di analizzare l'attuale stato delle conoscenze scientifiche di natura geologico-strutturale, idrologica ed idrogeologica del massiccio del Gran Sasso e quindi di valutare la possibilità o meno di prevedere con certezza gli effetti idrogeologici che i progettati nuovi scavi in sotterraneo (terzo traforo ed ampliamento dei laboratori dell'INFN) potrebbero avere sulle risorse idriche sotterranee del Gran Sasso.

Le conclusioni del Convegno possono essere così brevemente sintetizzate:

- Le successioni litostratigrafiche meso-cenozoiche presenti sul massiccio del Gran Sasso, riferibili alla complessa zona di transizione tra la Piattaforma carbonatica laziale-abruzzese a Sud ed il Bacino pelagico umbro-marchigiano-sabino a Nord, sono interessate, per la presenza fin dal Lias medio di articolati "alti strutturali", da brusche variazioni laterali e verticali della litologia e dello spessore delle formazioni carbonatiche, che possono determinare comportamenti idrogeologici diversi e condizionare pertanto nel dettaglio, in modo non facilmente prevedibile, la circolazione idrica sotterranea. Tali successioni litostratigrafiche sono state coinvolte dall'orogenesi appenninica nella formazione di un articolato edificio strutturale la cui notevole complessità è testimoniata dal fatto che, nonostante la disponibilità di numerosi dati provenienti sia dai rilevamenti geologici di superficie che da quelli effettuati sistematicamente sui fronti di scavo in sotterraneo durante la realizzazione del Traforo, i diversi A.A. hanno proposto interpretazioni geologico-strutturali diverse. Particolarmente complicata risulta la situazione strutturale lungo il tratto terminale della galleria dei servizi e nella zona dei laboratori, dove l'assetto d'insieme è notevolmente complesso e la ricostruzione di dettaglio della geometria dei vari corpi geologici, in particolare di quelli più permeabili, risulta molto difficoltosa. La complessa situazione geologico-strutturale, e quindi i condizionamenti da essa imposti alla circolazione idrica sotterranea di dettaglio, non consente di escludere, durante le previste fasi di scavo in sotterraneo, l'eventualità di importanti interferenze con l'acquifero profondo.

- Recenti ricerche di paleosismicità hanno accertato la presenza, anche in prossimità dell'area interessata dagli scavi in sotterraneo (Val Maone, Campo Pericoli, ecc.), di tracce di almeno tre importanti eventi sismici che, verosimilmente negli ultimi 16.000 anni, hanno dislocato i depositi quaternari producendo istantaneamente scarpate di faglia. Ciò significa che nell'area del Gran Sasso sono possibili riattivazioni di tali faglie e quindi terremoti anche di elevata magnitudo. E' pertanto necessario effettuare approfonditi studi al fine di valutare le reali condizioni di pericolosità sismica e del connesso rischio.

- I dati idrologici attualmente disponibili, risultano notevolmente carenti, privi cioè della necessaria continuità cronologica, e talora del tutto inattendibili. Non è pertanto possibile, allo stato attuale, effettuare un bilancio idrologico serio dell'idrostruttura del Gran Sasso. E' stato altresì accertato che l'area del Gran Sasso già da diversi anni è interessata da minori precipitazioni meteoriche e quindi da una preoccupante riduzione dell'alimentazione naturale dell'acquifero profondo.

- Dal punto di vista idrogeologico, il complesso assetto litostratigrafico e tettonico del massiccio del Gran Sasso, la carenza stessa di dati geologico-strutturali superficiali e di profondità per la mancanza di ricerche e studi appositi, unitamente all'insufficienza dei dati idrologici, non consentono allo stato attuale una ricostruzione sufficientemente attendibile della geometria dell'acquifero e l'elaborazione di un dettagliato schema idrodinamico sotterraneo, elementi indispensabili per poter prevedere con sufficiente certezza gli effetti idrogeologici che i previsti nuovi scavi in sotterraneo avranno sul sistema acquifero sotterraneo.

- Sulla base dell'esame dei dati attualmente disponibili, sembra comunque emergere in tutta evidenza, che gli interventi progettati interferiranno sicuramente, nel tratto finale della galleria dei servizi e nella zona dei laboratori, con l'attuale locale assetto idrogeologico e comporteranno di conseguenza un ulteriore, significativo, abbattimento dei livelli idrici dell'acquifero, oltre ad un probabile inquinamento delle acque di falda, durante le varie fasi di cantiere.

- In conclusione, alla luce di quanto emerso dalle relazioni e dal dibattito che ne è seguito, i firmatari del presente documento manifestano forti preoccupazioni per i previsti nuovi scavi in sotterraneo, e suggeriscono l'opportunità di avviare al più presto un serio monitoraggio idrologico ed un approfondito studio geologico-strutturale, geomorfologico ed idrogeologico di tutto il massiccio, con l'obiettivo di elaborare un Piano per una corretta gestione e tutela del patrimonio idrico sotterraneo del Gran Sasso d'Italia. Dette ulteriori indagini sono ritenute indispensabili per la corretta definizione di un sicuro modello idrogeologico, visto che gli eventuali interventi andrebbero ad inserirsi in un contesto idrogeologico che ha già subito un notevole ed irreversibile impatto negativo a causa del Traforo autostradale.

Teramo, 18 novembre 2000

Antonio PRATURLON
Ordinario di "Geologia"
Dipartimento di Scienze Geologiche, Università "Roma Tre"

Giancarlo BORTOLAMI
Docente di "Geologia ambientale" e "Idrogeologia"
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino

Leo ADAMOLI
Docente a contratto di "Laboratorio di Geologia I"
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Chieti

Fernando CALAMITA
Ordinario di "Geologia strutturale"
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Chieti

Bernardino GENTILI
Ordinario di "Geomorfologia applicata"
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Camerino

Giuseppe CAPELLI
Docente di "Geologia Applicata e Idrogeologia"
Dipartimento di Scienze Geologiche, Università "Roma Tre"

Silvano AGOSTINI
Docente a contratto di "Geologia del Quaternario"
Servizio Geologico e Paleontologico, Sovr. Arch. dell'Abruzzo

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