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Traforo Gran Sasso

La Rivista - luglio/agosto 2000 - Bimestrale Cai Nazionale L'incontro tra nuovo e vecchio
DA MORSE AL 3° TRAFORO DEL GRAN SASSO
di Filippo Di Donato La perdurante problematica sul 3° traforo del Gran Sasso, con la netta percezione di blocchi contrapposti, a favore o contro, fa riflettere sull'attuale problema sociale della comunicazione, dell'impossibilità ad intendersi e a decidere serenamente insieme. Rinvia al difficile dialogo che c'è tra vecchie e nuove generazioni. Ma è proprio vero che le distanze sono sempre così significative e incolmabili? Spesso sono più apparenze che realtà e si rimane sulle zone più spigolose e impervie delle proprie posizioni senza voler vedere l'esistenza di tanti corridoi e ponti. Vanno superati condizionamenti, interessi settoriali e realtà sedimentate, che impediscono il dialogo.
Il nuovo e il vecchio si incontrano, sia nelle scelte per l'ambiente, sia nelle ricerche scientifiche e nelle applicazioni tecnologiche. Il vecchio linguaggio Morse, universale e che riuscì a collegare con il telegrafo (evento allora storico) il vecchio e il nuovo continente sembrerebbe essere andato in pensione. Messo a riposo e, come accade in questi casi, ricordato solo nei film, come il Titanic e Indipendence day. Con un po' di sensibilità ci accorgiamo invece che il nuovo linguaggio digitale, quello dei computer e delle recenti telecomunicazioni, utilizza un codice binario, basato su una sequenza di 0 e 1 che ci rinvia al vecchio codice Morse, punto e linea. Dall'utilizzo di due sole possibilità, in sequenza, riusciamo a costruire, parole, periodi ed effettuiamo calcoli, elaborazioni e proiezioni. Il nonno Morse guarda con tranquillità il nipotino digitale che si muove lungo il sentiero della conoscenza. E qui si scopre l'importanza degli opposti, bianco e nero, spento e acceso e la loro coincidenza in un disegno naturale ampio e vario. La filosofia e le scienze ci hanno già anticipato questa grande e inascoltata verità; dalla morte nasce la vita in un perenne rincorrersi, una luce troppo intensa abbaglia e non fa vedere, la felicità può essere anche luogo di tristezza, la solitudine l'occasione per ritrovarsi. E' quindi sempre da irresponsabili dimenticare le proprie radici e guardare solo avanti. Anche in montagna il Cai insegna a guardarsi intorno, percorrendo un sentiero. Le condizioni al contorno sono importanti per trovare riferimenti e conferme sul giusto percorso, che bisogna saper percorrere quando tornando indietro si ha un'altra prospettiva. La realtà vitale si esprime con la complessità e gli scambi tra sistemi, solo apparentemente lontani. Sono i nostri limiti temporali e spaziali che impediscono di cogliere collegamenti e intese.
Anche nell'uso del territorio vecchio e nuovo si ritrovano insieme. La presenza dell'uomo ha modellato gli ambienti, lasciando, nel passato, alla natura la possibilità di ricucire situazioni di degrado. Oggi non è più possibile distrarsi, il nuovo ha strumenti che possono trasformare irreversibilmente la natura e distruggere il delicato sistema di relazioni esistente. In questo caso il vecchio ci ricorda che l'uomo è parte della natura, che dall'acqua, dall'aria e dal suolo riceviamo le sostanze vitali. La nascita dei Parchi è frutto del nuovo, che interviene per proteggere l'ambiente per recuperare una dimensione più naturale e vicina all'uomo, che veda anche la scienza e la tecnologia al servizio di una reale qualità della vita. La realizzazione del 3° traforo del Gran Sasso per il Laboratorio di Fisica Nucleare rappresenterebbe l'ulteriore manomissione ambientale di una delle più singolari realtà montane. Sarebbe la negazione del valore di un luogo che racchiude la filosofia della scienza che è stata sempre unita all'esigenza della conservazione. La scienza nasce con lo scopo di indagare le meraviglie del mondo, di comprenderle, per avvicinarle all'uomo. E' contro le finalità della Fisica e dello studio dei fenomeni reversibili, modificare gli ambienti. Il grave rischio si corre già in molte occasioni, che non è necessario aggiungerne coscientemente altre. In questo caso non si discute sul principio di indeterminazione e sulla possibilità di trovare tracce e dati della posizione, velocità e l'esistenza di particelle, ma sulla perdita della risorsa acqua, sul diverso uso di denaro pubblico, sulle possibilità del recupero ambientale e sociale di un intero massiccio montuoso che è insieme di abitanti, paesi, flora, fauna, vallate e pianori. Il Laboratorio del Gran Sasso non si trova in un sistema isolato, ma interagisce con un delicato territorio circostante. Spesso, proprio osservando le cose vicine, si sono capite anche quelle lontane, come quando, studiando la gravità sulla terra, con un semplice piano inclinato, si è capita la legge che regola la rotazione dei pianeti intorno al Sole. Oggi lo studio di ciò che è lontano, o infinitamente piccolo, non ci autorizza a trascurare le realtà vicine.
Il futuro della società, orientato al nuovo, è racchiuso nella concertazione e nel ripristino dei tempi e dei ritmi della natura. Si può comunicare sempre più in fretta e a distanze sempre più grandi, ma non vanno dimenticati l'importanza e il valore che, quanto viene detto e fatto, debba essere il frutto di riflessioni e di scelte meditate che riescano ad armonizzare anche gli opposti.


Info Cai Castelli: Filippo Di Donato Cell. 339.7459870 - info @ caicastelli . itwww.caicastelli.it