22 marzo 2011 – giornata mondiale dell’acqua - “ACQUA PER LE CITTA’:
come rispondere alle sfide dell’urbanizzazione”
Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua. L’evento è stato istituito dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1993. Il tema scelto per la GMA 2011 diventa un momento di riflessione di tutte le istituzioni per capire quali siano le reali sfide rappresentate dalla gestione urbana delle risorse idriche. Un appello importante in quanto il diritto all’acqua dolce è vitale per ogni essere vivente e la riduzione della quantità e della qualità di questa preziosa risorsa del pianeta deve vedere impegnati tutti i popoli. L’acqua è tra le risorse più importanti nel complesso sistema di relazioni tra uomo e natura. Le cifre che ci parlano dei disagi nel mondo dovuti alla mancanza di acqua sono clamorose e socialmente inaccettabili. Oltre un miliardo di persone, circa un sesto della popolazione mondiale, non ha accesso ad acqua sicura e quasi 2 miliardi e 500 milioni, ossia il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.
- Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati – come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.
- Si stima che acqua non potabile e impianti igienici inadeguati siano all’origine dell’80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo.
- Donne e bambine tendono a soffrire maggiormente a causa della mancanza di impianti igienici.
Il Cea “gli aquilotti” del Cai Abruzzo riafferma l'importanza dell'acqua come risorsa condivisa, piuttosto che come bene economico monetizzabile. Dal 2001 c’è l’impegno annuale per sensibilizzare e coinvolgere rivolgendosi al mondo della Scuola, ai soci e ai cittadini tutti. Il Cai Abruzzo ha svolto anche azioni internazionali con il progetto “summit for peace” nel continente africano e in particolar modo in Tanzania, intervenendo sui problemi di carenza e di qualità delle risorse idriche, realizzando pozzi e potabilizzatori.
L’evento planetario dell’ONU coinvolge oltre 100 Paesi nei quali sono state organizzate conferenze, tavole rotonde, iniziative in ambiente e mostre sui temi connessi all’utilizzo dell’acqua, in particolare per riaffermare che l’acqua è un diritto e non una merce.
L’ONU ha lanciato anche la sfida dei dieci anni, 2005-2015 “acqua fonte di vita” per ridurre drasticamente queste cifre. In ogni parte del mondo preservare l'acqua è una scelta prima di tutto culturale.
Oggi nel pianeta un abitante su due vive in un contesto urbano e le città crescono a ritmi incessanti. Il 93% dei processi di urbanizzazione avviene nei paesi più poveri o in via di sviluppo. Nel 50% dei casi le città si espandono a seguito di un aumento della popolazione, nel 25% per migrazioni da aree rurali e in un restante 25% a causa dell’inglobamento di terre rurali in aree urbane.
La crescita urbana mondiale è rappresentata in gran parte dall’espansione di quartieri poveri che crescono ad una velocità straordinaria: si prevede che nel periodo 2005-2020 questi aumentino la loro popolazione con una media di 27 milioni di persone l’anno, a livello mondiale.
Gestire una città è molto complicato: è necessario adottare un approccio differente secondo il tipo di contesto urbano con il quale ci si deve confrontare. Tra le sfide che una città deve affrontare, oltre a quelle più strettamente sociali e strutturali, assumono sempre più rilevanza quelle ambientali.
Uno dei fattori critici dell'amministrazione di una città è proprio la gestione dei servizi igienico-sanitari e delle risorse idriche. Sono poche le amministrazioni locali che, in particolare nei paesi in via di sviluppo, hanno trovato una soluzione sostenibile alla questione dei servizi idrici urbani, spesso inficiata anche da problematiche di inquinamento delle acque.
E’ inoltre sempre più evidente che il settore idrico subirà gli effetti del cambiamento climatico, soprattutto a causa dell’impatto di inondazioni, siccità e altri eventi di natura estrema. Si prevede che la disponibilità delle risorse idriche subisca cambiamenti sia sul piano qualitativo che quantitativo con conseguenti complicazioni nella realizzazione delle reti di distribuzione, l’interruzione dei servizi e la crescita dei costi per i servizi idrici e di raccolta delle acque reflue.
Per capire quali siano le reali sfide rappresentate dalla gestione urbana delle risorse idriche, la Giornata Mondiale dell’Acqua 2011 affronterà cinque aree tematiche fondamentali:
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L’Urbanizzazione: l’impatto della rapida crescita della popolazione urbana e di quella nelle aree più povere.
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L’inquinamento: l’impatto dell’industrializzazione, l’inquinamento delle acque e il degrado ambientale.
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Aspetti amministrativi e gestionali: come implementare e sostenere le riforme urbane volte alla gestione delle utenze e al miglioramento della governance.
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Gli investimenti economici: la necessità di incrementare gli investimenti nel settore idrico urbano, nei servizi igienicosanitari, nella gestione delle acquee reflue e dei rifiuti.
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Il Cambiamento Climatico: l’impatto del cambiamento climatico, dei conflitti e dei disastri naturali sui sistemi idrici urbani e sulla gestione dei rifiuti.
Per confermare il valore della “cultura dell’acqua” dal 22 marzo il Cea “gli aquilotti” sarà presente in diverse Scuole a iniziare dalla Scuola primaria di Arsita (TE).
In ogni parte del mondo preservare l'acqua è una scelta prima di tutto culturale, tenendo presente l’incalcolabile divario sul consumo medio di acqua tra paesi occidentali e paesi in via di sviluppo, nei quali il 90% delle acque reflue non è trattato, inoltre, in generale dispersioni e sprechi causano una perdita stimata attorno al 50% dell'acqua da bere.























