Contenuto principale

acqua del gran sasso2 dicembre 2017 -ACQUA del GRAN SASSO D'ITALIA la tutela della salute e quella dell’ambiente vengono prima di qualsiasi altra esigenza

L'acquifero del Gran Sasso d'Italia disseta 700.000 persone, lo attraversano due canne autostradali di 10 km, "ospita" i cameroni del Laboratorio di Fisica INFN ed è vulnerabile all'inquinamento.
Come purtroppo accaduto si sono verificati incidenti e l'ultimo l’8/9 maggio 2017, quando in quasi tutta la provincia di Teramo fu vietato l’utilizzo dell’acqua proveniente dal Gran Sasso. Ebbene, a quasi sette mesi dall’incidente le Associazioni (tra le quali il Cai Abruzzo) hanno evidenziato come non si siano registrati grandi passi avanti verso la sicurezza e l'informazione.  
Dietro segnalazione del Cai Abruzzo, la CCTAM del Cai ha trattato il tema "acqua del gran sasso" nella riunione del 2 dicembre 2017 a Milano e ne ha fatto proprie le argomentazioni, preoccupazioni e richieste riferibili al "principio di precauzione" e al "diritto all'informazione" tali da garantire uso e qualità dell'acqua nel tempo. E' quindi strumentale affermare che si stia fermando la ricerca scientifica in quanto le questioni in discussione sono altre e tutte relative alla sicurezza dell'acquifero del gran sasso e alla salute dei cittadini che ne bevono l'acqua. Un altro tema determinante in discussione è quello della trasparenza e della condivisione, che non ci sono in quanto non è consentita la partecipazione ai rappresentanti delle associazioni ai lavori della Commissione regionale e del Tavolo nazionale costituiti per risolvere la situazione di emergenza del Gran Sasso.
Gli interventi in ambiente devono inoltre essere preventivamente sottoposti alla Valutazione di incidenza ambientale e all'autorizzazione del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Vulnerabilità e necessità dei sistemi idrici sotterranei sono stati oggetto di discussione anche nei tavoli di lavoro del recente Festival della speleologia italiana “Finalmentespeleo 2017” svolto dall’1 al 5 novembre 2017 a Finalborgo di Finale Ligure (SV).
Alla luce dei problemi passati e attuali si ritiene responsabilità di tutti trovare subito soluzioni reali e all'avanguardia a questo problema, coerenti con la consapevolezza che la tutela della salute e quella dell’ambiente vengono prima di qualsiasi altra esigenza e, per il livello di eccellenze e criticità del Gran Sasso d'Italia, si ritiene sempre più urgente attivare una partecipata riflessione internazionale sull'acqua e la sua sicurezza in linea con Agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile e l'Obiettivo 6: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico -sanitarie.
 
Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del Cai

pdf 2 dicembre 2017 -ACQUA del GRAN SASSO D'ITALIA la tutela della salute